Guida ai diamanti
L’acquisto di un diamante rappresenta una delle migliori forme d'investimento nel medio e lungo termine per i vantaggi esclusivi che offre in termini di libertà e sicurezza.
Per essere certificato, un diamante lavorato è sottoposto ad analisi gemmologica. La valutazione del diamante è effettuata in base ad una scala di classificazione internazionale che prende in considerazione alcune caratteristiche fondamentali:
Colore (color): il più usato è il bianco; più il colore tende al bianco, più la pietra è pregiata
Purezza (clarity): secondo la classificazione internazionale, se le impurità (inclusioni) non sono visibili alla lente a dieci ingrandimenti, la pietra è considerata pura
Taglio (cut): il taglio deve esaltare la bellezza della pietra senza penalizzare troppo il peso
Peso (carat): maggiore è il peso della pietra, maggiore è il suo pregio.
Le caratteristiche qui descritte vengono definite “le 4 C”.
Ma come si valuta un diamante?
Si procede incrociando i parametri di colore, limpidezza, taglio e peso:
Colore: è indicato dalle lettere: D, E, F, G, H, I, J, K, L, M - dove D è il top ed indica un diamante di colore bianco azzurro eccezionale, fino a M che indica un colore paglierino.
Purezza: è indicata con le sigle: IF, VVS1, VVS2, VS1, VS2, SI1, SI2, SI3, P1, P2, P3; IF indica un diamante perfetto, la P indica un diamante con inclusioni.
Taglio: indicato con “very good”, “good”, “medium”, " fair "; “poor”; “very good” indica un taglio ottimo, “poor” sta a indicare devianze rispetto alla tolleranza ammessa.

Peso: è espresso in carati
